Enzo Farinella
 

San Cataldo da Rachau

 

una raccolta di scritti sulla vita di San Cataldo, Vescovo Irlandese

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Testi sulla vita di San Cataldo:

Ambrogio Merodio - AD1681-82

Cataldo Antonio Cassinelli - AD 1718

Martin Shaw Briggs - AD 1913

Sac Andrea Martini - AD 1932

P. Adiuto Putignani - AD 1970

Alberto Carducci - AD 1997

Giuseppe Febbraro - AD 2002

Prof. Enzo Farinella - AD 2002

Silvano Trevisani - AD 2006

Guido Iorio - AD

Dr. Dagmar O'Riain - AD 2012

 

Il Dr. Enzo Farinella, giornalista, collaboratore ANSA dall'Irlanda dove vive, è nato a Gangi (PA) nel 1938. Entusiasta studente, si è laureato in quattro università (Halcalà de Henares, Madrid, Genova e Napoli). Ha insegnato Lettere nei licei in Sicilia e Italiano presso l'Università di Dublino e Antropologia filosofica alla Milltown Park. Dal 1979 fino al ritiro è stato Addetto Culturale presso l'Istituto Italiano di Cultura di Dublino. Oggi è il fondatore e direttore di Casa Italia una struttura di scambi culturali tra Italia ed Irlanda. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: Un'ombra sull'Europa, La tragedia dell'Irlanda del Nord (1990) e i due volumi Ignazio di Loyola: il messaggio del suo epistolario (1975).

 

I testi seguenti sono stati curati dal Prof. Enzo Farinella, con i nostri piú sentiti ringraziamenti per averne permesso la pubblicazione

 

SAN CATALDO

Casa Italia, Second Annual

San Cataldo: Un Monaco irlandese?

Indice:

  • Introduzione

  • Viaggio alle fonti

  • San Cataldo fu un monaco irlandese?

  • Una rivalutazione circostanziale dell'irlandesità del nostro Santo

  • Canty & Ballinameela

  • Canty: La sorgente di San Cataldo

  • San CATALDO: Da Clogheen a Taranto

  • San CATALDO: l'irlandese di TARANTO

  • San Cataldo a Taranto

  • San Cataldo nell’agiografia irlandese

  • Waterford e Lismore

Un monumento a S. Cataldo in Dungarvan

Prof. Enzo Farinella 

San Cataldo di Canty, peregrino di Cristo e Santo protettore di Taranto, si levò da queste terre”, si legge nel monumento, inaugurato a Dungarvan, nel  Sud-Est dell’Irlanda, nella cui municipalità si ritiene che S. Cataldo sia nato. E nella vicina Canty, una lapide a guardia di una fonte di acque dolci e fresche, in una vallata di verde, leggermente ondulata, supposto luogo natio del Santo, recita: L’Irlanda e l’Italia, grate, invocano la sua benedizione.

Secondo storici locali, in questa stessa vallata, a prescindere dall’esistenza o meno del nostro Santo, nei secoli 6°, 7°, 8° e oltre ci sono stati circa 11 insediamenti monastici. “Ciò non è strano, osservava John, il curatore dell’oasi di pace di Canty, perchè i monaci irlandesi hanno sempre cercato zone silenziose, ricche d’acqua e dalla terra fertile, come la nostra”. E lo stesso John ricordava, come le ragazze del luogo, fino a poche decadi fà, si recavano al pozzo o alla sorgente di S. Cataldo, per attingere l’acqua del loro té pomeridiano, aggiungendo che l’acqua di questa sorgente, a cui si attribuivano anche proprietà miracolose, era particolarmente buona, mantenendosi per parecchi mesi una volta imbottigliata.

E così con questo monumento, eretto a Dungarvan, il culto di S. Cataldo comincia a diffondersi anche in Irlanda. Chiunque passeggia lungo la bellissima baia di Dungarvan potrà ammirare qualcosa della vita straordinaria del Santo irlandese, che non molti conoscono. Su una facciata di circa 2mq di granito, vengono presentate varie scene della vita di S. Cataldo: la nascita con il miracolo del Santo che riporta alla vita la madre, deceduta durante il parto, appena Cataldo apre gli occhi; il monastero di Lismore, appena a 15 km da Canty, dove il Santo ha studiato da giovane e insegnato, tanto da essere denominato “l’astro luminoso di Lismore”; Il naufragio sulle coste della Puglia; la Basilica di Taranto, dove Cataldo riposa, e al centro la figura del Santo e la Croce storica.

Dungarvan è adagiata su una bellissima baia, dove anche il tempo è più mite, quando in altre parti dell’Irlanda piove. Queste cindizioni atmosferiche di cui gode il Sud Est dell’isola danno vita a fiori di tutti i colori e a una vegetazione quasi mediterranea.

Canty, il luogo dove si presume S. Cataldo sia nato, si trova nella municipalità di Dungarvan. Anche qui, verde, serenità e ricchezza di paesaggio si fondono in un’armonia unica.

L’Irlanda, l’isola verde della speranza e dell’amicizia, l’isola dello smeraldo, è stata anche definita, l’isola dei santi e degli studiosi. Mentre l’Europa medioevale, dopo la scomparsa dell’Impero Romano, era assopita in un certo torpore, l’Irlanda pullulava di vita, con centri di sapere rinomati nel mondo intero di allora e centri di preghiera che sfornavano miriadi di Santi. Della maggior parte di questi Santi sappiamo poco e il caso di San Cataldo è certamente emblematico Di lui si è detto tanto, ma poco si conosce sulle fonti storiche. L’ipotesi che possa essere un Santo irlandese non solo ci affascina, ma ci sembra essere la più probabile.

Una serie di evidenze circostanziali ci induce a credere che verosimilmente Cataldo è nato a Canty, a 10 km da Dungarvan – Irlanda del Sud - nel VII secolo, da Eucho o Euchu e da Athena o Achlena; ha studiato ed insegnato a Lismore, 15 km da Canty, acquistando chiara fama, tanto da essere chiamato “l’astro luminoso di Lismore”; e più tardi edificò un suo monastero a Shanrahan, oggi a 1 Km da Clogheen, da dove è partito alla volta della Terra Santa per approdare poi miracolosamente a Taranto, dove riposa.

Crediamo che l'evidenza circostanziale sia tale da poter affermare che San Cataldo è un prodotto dell'Irlanda e oggi costituisce uno degli anelli più importanti tra Irlanda e Italia.

Al di là poi di questo tipo d'evidenza c'è la tradizione, suffragata dalla storia, e non ultimo la fede nel santo stesso attraverso i secoli. Le parole di Isaia: “Riflettete sulla roccia dalla quale provenite”, sono un monito per tutti. Ricordare la roccia dalla quale siamo stati estratti è dovere esistenziale.

Passiamo subito ad esaminare l'evidenza delle circostanze e soprattutto ci soffermeremo quasi esclusivamente nel mondo irlandese. 

1.   Prima ancora che Cathal o Cahal, latinizzato in Cataldus e Cataldo in italiano, nascesse e, al momento della nascita, molti prodigi sono stati attribuiti a questo futuro astro luminoso di Taranto. L’agiografia di quel tempo è piena di simili leggende, come nel caso della vita di San Colombano, descritta da Giona, di poco anteriore a San Cataldo, o di quella di S. Brigida, secondo quanto ci ha riferito il Vescovo di Fiesole, San Donato, nell’850. Così  si dice che Dichus, dotato di uno spirito di profezia, ebbe le visioni della futura grandezza di Cataldo. Diversi agiografi parlano di segni straordinari già prima della nascita del Santo, quali una luce brillante sulla casa in cui la mamma risiedeva e dove sarebbe nato dopo Cataldo; la tradizione che la mamma morì, mettendo alla luce il figlio e questi, cadendo su una pietra all’interno della stanza, vi impresse la forma della Sua testa e in seguito la medesima divenne oggetto di culto. ecc. Ora simili elementi venivano descritti comunemente dagli agiografi per I santi di quel tempo e, quindi, anche da questo si può dedurre l’irlandesità del nostro Santo.

2.   A Canty, supposto luogo natale del Santo, verosimilmente esisteva un ambiente che  invogliava alla vita monastica, con 11  piccoli centri monastici sul luogo, secondo la tradizione. Canty è una zona rurale.

3.   Oggi I vecchi contadini delle vicinanze di Canty indicano, per un raggio di circa 15 km, tale località come il posto di San Cataldo.

4.   Da secoli esiste lì una sorgente d'acqua miracolosa, chiamata la sorgente di San Cataldo. Carovane di gente andavano ad attingere di questa acqua miracolosa fino alla fine del secolo scorso.

5.   Cataldo si dice che studiò a Lismore, dove anche insegnò. Ora la distanza da Canty a Lismore non è proprio tanta, circa 15 km, il che rende possible una tale scelta per Cataldo, l’"Astro luminoso di Lismore”, dove poi avrebbe insegnato con merito.

6.   In seguito gli storici propendono a concordare che abbia fondato un monastero a Shanrahan, oggi parte del territorio di Clogheen.

7.   Centinaia di monaci irlandesi si sono recati dal VI secolo in poi dall'Irlanda in Europa e, quindi, anche nella nostra Italia, per rievangelizzarla e soddisfare il loro grande ideale della “Peregrinatio pro Christo”. Questo è un fenomeno tipicamente irlandese e Cataldo fu uno di questi. Nuovi studi indicano che in questa peregrinatio I “vagabondi” irlandesi seguivano, oltre al tradizionale cammino o percorso francese, la via germanica verso Costantinopoli e Gerusalemme, e da qui poi si dirigevano in Italia. Questo potrebbe essere stato il caso di Cataldo e spiegherebbe la sua presenza a Gerusalemme e poi il suo sbarco sulle coste pugliesi.

8.   La croce trovata sul suo sepolcro a Taranto lo ricollega all'Irlanda.

9.   Una tradizione secolare di agiografi lo ha sempre visto come irlandese. Nella vita del Santo, scritta dai fratelli Bartolomeo e Bonaventura Marini di Taranto nel XVII secolo in poesia e prosa e in cui è raccolta la tradizione orale su San Cataldo che si tramandava di generazione in generazione nella città pugliese e in tutto il meridione d'Italia, in tale vita, scritta molti secoli dopo la morte del Santo e da persone che non sono mai state presumibilmente in Irlanda, e che, quindi, non conoscevano Canty, Lismore e Shanrahan, è sorprendente e notevole scoprire la conoscenza particolareggiata dell'isola irlandese e delle remote località di Tipperary che questi due uomini sfoggiano nei loro scritti in italiano, segno ulteriore che è sempre esistita una tradizione irlandese di San Cataldo in Italia. Il Prof. Padraig O’Riain dell’Università di Cork spiega la possibilità di questa tradizione orale, riportandola all’incontro che il Vescovo Filippo di Taranto ebbe con il collega irlandese Malachia nell’Abazia di Chiaravalle, in Francia, dove tutti e due si son trovati esiliati per motivi diversi. Lo stesso San Bernardo di Chiaravalle, scrisse una vita di San Malachia con tanti particolari delle località irlandesi, che aveva appreso dalla bocca del presule di Armagh. Anche il Vescovo Filippo avrebbe potuto conoscere dallo stesso Malachia I particolari di Canty, Lismore e Shanrahan, avendo studiato a Lismore, dove la fama di Cataldo era ancora viva. Questa potrebbe essere la fonte dei “documenti antichissimi” a cui fanno riferimento vari agiografi, soprattutto Pietro Caló, seguito, pochi anni dopo, da Pietro di Natalibus nell’anno 1382, e più tardi, nel 1600 Moroni e  Colgan nella Vita S. Cataldi, dove si afferma che questa è stata tratta  e vetustissimis manuscriptis codicibus, da codici manoscritti molto antichi della chiesa tarantina.

Da queste brevi riflessioni sull’evidenza circostanziale ci sembra di poter affermare che San Cataldo è un prodotto dell’Irlanda.

 

On the Summits of the Highest Love

Auf den Gipfeln der hšchsten Liebe

Irish Monks in Europe and Switzerland

The Monastery of St Gall, one of the most important in Europe from the 7th to the 19th century; its library, among the richest and oldest in the world with precious manuscripts; its monumental cathedral: all reflect 14 centuries of Irish monastic activity in Switzerland.

St. Gallen owes its existence to Ireland. Without the Irish Gallus there would probably never have been a monastery or a settlement in this rather inhospitable place. The so called Arbon forest, with its little high valley above Lake Konstanz was a no-go area. And without the Irish missionaries, the whole story would have been quite differentÓ, Markus BŸchel, Bishop of St. Gallen, writes in his introduction, ÒIn gratitude to IrelandÓ.

With this publication, On the Summits of the Highest Love, in English and in German, the author enables the reader to walk in the footsteps of Irish monks in the regions of Europe covered mainly by present day SwitzerlandÓ (Noel Treanor, Bishop of Down & Connor).

This book continues to reveal the wonders of the Irish monks, who, from the 6th century onwards, spread culture and values, love, justice and solidarity throughout the then known world, bringing the attention of the reader at the roots of our contemporary Europe.

Our S. Cataldo is a contemporary of these early Irish intrepid pioneers, whom God called to Taranto.

The book – cost Euro 15 - can be purchased in Roessilitor Buecher – Orell Fuessli Thalia AG – Multergrasse 1 - 3 – St. Gallen, email: joerg.caluori@orellfuessli.ch or directly through enzo.farinella@gmail.com

 

Through Mountains and Valleys

Ð †ber Berge und durch TŠler

Irish Monks and Pilgrims in Europa and Austria

This book on the History of Irish Monks & Pilgrims in Europe & Austria is a remarkable contribution to our Christian roots and to the forming of the identity of Austria and of the whole EuropeÓ, Cardinal Christoph Schšnborn of Vienna said.

In Austria St. Rupert and St. Virgil gave the name of Szalburg to this city. The Abbey of St. Peter in the heart of the old town, the oldest monastery in the German-speaking world, looks back on an unbroken continuity to Irish monks. Since 696 AD, monks have been living, praying and working here.

The Irish Kolman, martyrised in 1012 AD, became Austria's first Patron Saint.

Il ruolo importante che monaci e studiosi irlandesi hanno avuto nel legare insieme Irlanda ed Europa  quanto mai affascinante. In Italia, per esempio, San Colombano a Bobbio e Milano, San Cataldo a Taranto, San Frediano a Lucca, Sant’Orso ad Aosta, San Donato a Fiesole e Firenze sono stati veri protagonisti di una nuova cultura, una cultura che ha gettato le basi dell’Europa, cos“ come la conosciamo oggi.

San Colombano venne definito da Papa Pio XI come uno di quegli uomini eccelsi ed unici che la Divina Provvidenza fa nascere nei periodi pi difficili della storia umana per rimediare a cause quasi perdute. Robert Schuman scrisse che Colombano  il santo patrono di coloro che cercano di costruire un’Europa unita.

Essi si diffusero dappertutto in Europa. Forse vi sarˆ capitato di prendere un taxi o un fiacre a Parigi, Vienna o al Cairo. Fiacre veniva chiamata – e lo  ancora – la carrozza trainata da un cavallo. Sembrerebbe che il primo vetturino, preso in locazione a Parigi, venne dall’Hotel St.Fiacre. Saint Fiacre fu un altro monaco irlandese del VII secolo.

Il monachesimo irlandese dal VI al XIV secolo fu una tappa importante della storia universale. Bobbio in Italia, Iona e Lindisfarne in Gran Bretagna, Luxeuil in Francia, San Gallo in Svizzera, Salisburgo e Vienna in Austria, Wurzburg e Ratisbona in Germania sono i centri culturali e religiosi pi importanti, fondati da monaci irlandesi. E ancora l’Universitˆ di Pavia in Italia si deve al monaco irlandese Dungal; La Sorbonne in Francia a Clement e Scotus EurigenaSweeny di Clonmacnoise fu lo studioso che contribui alla fama dell’Universitˆ di Oxford; Vienna e Praga devono al monaco Donaldus le loro universitˆ; e cosi via (Istituto Affari Internazionali – Roma).

L’Europa tutta  debitrice nei loro riguardi.

Books may be requested at: enzo.farinella@gmail.com

 

From the Emerald Ireland to the Black Forest - Irish Monks at the Roots of European and German History -

Von der GrŸnen Insel zum Schwarzwald - Irische Mšnche an den Wurzeln der europŠischen und deutschen Geschichte

This book underscores the long-standing connections between Ireland and Germany, that echoes the work done by Irish monks beginning more than 1000 years ago. Like us, the monks knew that there were opportunities in what is now Germany to spread their message and make new connections. They were not just preachers, but also scribes who wrote and illustrated manuscripts, sculptors of high crosses and craft metal workers who created elaborate chalices and shrines.

The history of the Irish monks shows that Ireland's connections with continental Europe stretch back through millennia. Irish monks played a huge role not only in spreading Christianity throughout Europe but also in education and literacy. Their monasteries were centres of learning which preceded the founding of Europe's first universities, wrote Michael Collins, Irish Ambassador to Germany.

To Ireland goes the credit for bringing a renascent, enlightened and cultural theological movement, together with its sophisticated esoteric civilising values, not only to Germany, and by extension to Austria and Switzerland, but also to several other parts of Europe, through her monastic centres, her foundations, her schools, her university citadels and her refined scriptoria.

Monks such as Wendel/Wendelin who laboured in the 5th century and who is still venerated today in many European countries as the Patron Saint of country people and herdsmen; the 7th century county Cavan native, Kilian, martyr and Patron Saint of WŸrzburg; Pirmin/Pirminius of Reichenau, the Cradle of Western Culture, in the 8th century; the two Marianus Scotus who shone in the 12th century, Marianus the Chronicler of Mainz and Marianus the Abbot of Regensburg, to name but a handful, who excelled in Germany.

The book cost Euro 20 can be purchased through enzo.farinella@gmail.com

 

 

ultimo aggiornamento 08/07/2019

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