M.S. Briggs
 

San Cataldo da Rachau

 

una raccolta di scritti sulla vita di San Cataldo, Vescovo Irlandese

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Testi sulla vita di San Cataldo:

Ambrogio Merodio - AD1681-82

Cataldo Antonio Cassinelli - AD 1718

Martin Shaw Briggs - AD 1913

Sac Andrea Martini - AD 1932

P. Adiuto Putignani - AD 1970

Alberto Carducci - AD 1997

Giuseppe Febbraro - AD 2002

Prof. Enzo Farinella - AD 2002

Silvano Trevisani - AD 2006

Guido Iorio - AD

Dr. Dagmar O'Riain - AD 2012

 

Martin Shaw Briggs

Nell’aprile del 1907 due inglesi, Martin Shaw Briggs e Ralph Thorp, incaricati dall’editore dell’Architectural Review di Londra, si soffermarono per breve tempo a Lecce onde conoscere e studiare le costruzioni e i monumenti di questa città. Il Briggs ritornò da solo nel capoluogo salentino nel 1909 e tra questo e l’anno successivo apparvero a firma dei due britannici, sulla rivista che finanziava lo studio, quattro articoli con fotografie, schizzi e preziose informazioni riguardanti il patrimonio architettonico della città pugliese, dall’epoca romana fino ai primi anni del XX secolo.

Martin Shaw Briggs

Originale del 1913 tratto da: Storia di Lecce (Nel tallone d’Italia) a cura di Mario De Marco – Capone Editore - 2004 - pg.79-80

 

S.Cataldo nacque in Irlanda, secondo la tradizione, sul principio del II secolo dopo C. -<<dell’isola di Ibernia sita nell’oceano occidentale e di patria della terra di Cataldo di Numenia così appellata>>. Così con le due ultime parole il Reggio si mette al sicuro. I suoi genitori, continua la Storia, erano chiamati Eucù e Athena, e vissero insieme in onesto matrimonio. <<La nascita del Santo fu annunziata da un leggiero perturbamento degli astri, ed essa svegliò l’attenzione di un mago al quale accadde di trovarsi in quel luogo giusto nel momento critico, e profetizzò ad Athena che il suo nato sarebbe un giorno divenuto famoso. Egli crebbe precocemente nella fanciullezza, sicchè la sua fama si sparse sopra la vicina isola di Britannia e divenne popolare in Francia e in Germania.

Infatti tutta l’Europa occidentale sembra aver mirato a bocca aperta all’Irlanda. Da S.Patricio egli apprese il Cristianesimo, e subito dopo noi apprendiamo egli imprese a costruire una chiesa. Durante questa operazione un giovane operaio fu ucciso, e S.Cataldo operò il suo primo miracolo risuscitandolo. Poco tempo dopo questo miracolo fu seguito da un altro: il figlio di un soldato fu anch’esso richiamato in vita. Il soldato ebbro di gioia raccontò al re la novella (non si sa quale re sia stato), e questo monarca prontamente fece incarcerare Cataldo sotto l’accusa di praticare la magia. Quella stessa notte il re ebbe la visione di due angeli. Uno lo minacciò della morte per avere imprigionato il Santo, l’altro gli offerse il perdono qualora donasse a S.Cataldo il ducato del Duca Meltride che proprio in quel momento era morto.

Svegliatosi da questo sogno il re ne parlò alla moglie, e costoro perplessi ne ragionavano quando, proprio nella mattina successiva arrivò un messaggero con la notizia della morte del Duca. In preda al terrore il Re donò il Ducato a Cataldo, e contemporaneamente creò costui vescovo di Raphoe. Il nuovo prelato divise il suo dominio in 12 vescovadi e subito dopo partì diretto in Terra Santa.

Dopo aver visitato il Sepolcro e gli altri luoghi sacri, gli fu detto in visione che invece di ritornare in Irlanda egli doveva compiere la sua missione in Taranto, una città dove l’Evangelo era stato già predicato da Pietro e da Marco. Durante la traversata infuriò la tempesta, e mentre il capitano del bastimento manovrava ad una vela, uno dei pennoni cadde e l’uccise, ma S.Cataldo venne subito in soccorso e lo richiamò in vita.

Una meravigliosa serie di miracoli illustrò la sua lunga residenza in Taranto e la sua morte in quella città molti anni dopo, nè con essa finirono i miracoli del Santo. L’Arcivescovo Drogon trovò il corpo di lui nove o dieci secoli più tardi in perfetto stato di conservazione, quando fu ricostruita la chiesa diroccata dove il Santo era stato sepolto.

Cataldo è la figura meno attendibile e la più notevole dei Santi in Terra d’Otranto, nè occorre inoltrarsi ancora nella sua storia.

La data del suo arrivo a Taranto, 166 dopo C., potrebbe essere o non essere compresa entro il periodo relativo a questi fatti. E’ assai più importante conoscere che i vescovi suoi contemporanei sono citati dal Reggio: Euperpio di Brindisi e Barsanofrio di Lecce, essendo papa Aniceto.

Nondimeno queste vecchie leggende si leggono con piacere. Esse sono un vero ristoro dopo l’infinito elenco di battaglie poco importanti e d’infruttuose congetture intorno ad incerte genealogie. Sopra esse è fondata la fede dei credenti e la superstizione del popolo.

 

ultimo aggiornamento 19/02/2017

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