Martini - parte IV^
 
 

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VITA DI S.CATALDO

Vescovo e Protettore di Taranto

 del Sac. Prof. Andrea Martini

 Parte IV^ 

Appendice Prima 

 SULL’EPOCA IN CUI FIORI’ S.CATALDO.

 

Dopo quanto si è detto a pag. 15, sarebbe fuor d’opera portare altre ragioni per dimostrare che S.Cataldo visse nel V. Sec., e nel V. Sec. Morì a Taranto. Quì vogliamo semplicemente fare pochissime osservazioni e rispondere ad alcune difficoltà.

Abbiamo detto che la lettera di S.Gelasio prova che alla fine del sec. V. La Gerarchi ecclesiastica in Taranto era già organizzata. Ora nessuno oserà pensare che la lettera scritta dal Santo Pontefice sia stata diretta a S.Cataldo.

Dei Vescovi che si sono succeduti nel VI secolo, si hanno i nomi di Andrea nel 590; di Onorio nel 603, e cioè ai principi del VII secolo, al quale S.Gregorio Magno scrisse una lettera per lodarlo di aver eretto il Battistero nella Cattedrale dal medesimo ingrandita; di Giovanni nel 643; di Gervasio nel 659; di Galemio nel 660; di Germano nel 680;  - Come si vede nel VII sec. La Chiesa in Taranto era organizzata, e fiorente. S.Cataldo, se fosse nvenuto nel VII sec., avrebbe predicato la Fede a popolazioni che già la praticavano.

Vero è che havvi un’interruzione di tutto un secolo, cioè dalla data della lettera di Gelasio, 493, al 590 in cui troviamo il solo nome di Andrea; e l’altra interruzione di due secoli, cioè dal 743, in cui figura il Vescovo Cesareo, sino al 978 in cui fu creato il primo Arcivescovo. La prima interruzione è spiegabilissima per le condizioni politiche e morali d’Italia, specialmente in questa nostra Regione. – Non bisogna dimenticare che siamo ai tempi di Teodorico in Italia e di Giustino I° in Oriente; che molti paesi  erano nelle mani dei Goti ariani, e le denuncie contro i cattolici piovevano; che gli Editti di proscrizione contro i Cattolici erano frequenti; che i Bizantini facevano inauditi abusi circa l’elezione dei Vescovi; che Giustiniano, successo a Giustino, teologizzava; tempi di sanguinose lotte fra Greci e Ostrogoti; e che nello stesso secolo vi fu l’invasione dei Longobardi. Come potevasi pensare ad elezione di Vescovi, e come potevansi serbare in molti archivi i nomi di molti di essi, se gli archivi stessi venivano depredati, incendiati, distrutti? – La seconda interruzione, di circa due secoli, cioè dal 743, in cui troviamo il nome di Cesareo, sino al 978 in cui troviamo il nome del primo Arcivescovo, si spiega anch’essa facilmente, se pensiamo che Taranto fu soggetta all’invasione ed al dominio dei Saraceni, che l’afflissero in vario modo dall’829 al 927, nel quale anno la città fu messa a ferro e a fuoco, e i cittadini furono quasi tutti uccisi o fatti prigionieri. Non è dunque da pensare che S.Cataldo sia venuto a Taranto nel VI o VII sec. Come non ci venne nell’VIII, o IX o X. sec. perchè non solo non ne abbiamo traccia, ma sarebbe venuto a predicare la fede là dove il paganesimo era scomparso da un pezzo.

A quelli poi che sull’autorità di alcuni scrittori inglesi ed irlandesi del sec. XVII affermono che S.Cataldo visse nel VII sec. perchè, essi dicono, successe a S.Cartage o S. Mocunda nell’Episcopato di Lismore, facciamo osservare che Lismore non ebbe vescovato nè nel V, nè nel VI, nè nel VII secolo. Il Vescovato di Lismore fu creato nel sec. XIV ed ordinato e annesso a Warteford nel 1363. La Diocesi di Limerik invece, (Lismericensis) che non è Lismore fu creata nel sec. VII, tempi di S.Cartage. Ora noi non diciamo che S.Cataldo fu Vescovo di Lismore nè di Limerik, ma di Racau, che poi diventò Cassilensis nel V. Sec. –

Ma esaminiamo un pò le date. Se S.Cartage morì, come scrisse l’Usserio, nel 637 e gli successe nell’insegnamento S.Cataldo, costui v’impegnò per lo meno una diecina d’anni; e siamo al 647; poi, secondo il Duglas, fu fatto Vescovo, di Rachao (cioè Racau) nel 670. Vi dovette stare, come Vescovo, almeno una diecina d’anni, e siamo nel 680. Poi andò ai Luoghi Santi e vi passò almeno un anno; Capitò quindi, secondo essi, per naufragio a Taranto, come Ulisse all’Isola dei Feaci, o Enea a Cartagine nel 681. Ma nel 680 c’imbattiamo, in Taranto, in un Vescovo, Germano, che sottoscrisse  nel VI Concilio di Costantinopoli, sotto Papa Agatone. Nel 743, nel Vescovo Cesareo che intervenne al Concilio Romano sotto Papa Zaccaria. – Ed inoltre, dal 678 al 683 fu Papa appunto Agatone che protesse i Vescovi inglesi, e tenne il VI Concilio ecumenico; e San Cataldo non intervenne? Anche Papa San Benedetto 2° nel 684 ebbe ottimi rapporti coi Vescovi della Brettagna e dell’Irlanda, tenne il XIV Concilio di Toledo, e S.Cataldo, ottimo navigatore, non intervenne? E poi il Papa S.Sergio che ebbe frequenti rapporti con la Brettagna? Erano tempi di Beda; e Beda nulla scrisse sul suo contemporaneo S.Cataldo?

Dunque tutte le notizie riguardanti S.Cataldo nel VII sec. non sono attendibili, per non dire che del tutto immaginarie.

Bisogna perciò ritenere quanto si è detto a pag. 15 cioè questa cronologia.

Nascita di S.Cataldo tra il 400 e 405.

Incontro con S.Patrizio tra il 433-435, cioè quando S.Cataldo era dottore in Lismore.

Fu ordinato sacerdote tra il 433-435.

Nominato Vescovo verso il 440.

Si recò a Gerusalemme verso il 450.

Governò la Chiesa di Taranto per circa 30 anni, ed andiamo ai 75 od 80 anni. 

Dalle lezioni del Breviario sappiamo che morì molto vecchio, cioè tra i 70 e 80 anni, ed allora abbiamo che S. Cataldo morì tra il 475 e 480.

 

ultimo aggiornamento 08/07/2019

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