Martini - parte V^
 

San Cataldo da Rachau

 

una raccolta di scritti sulla vita di San Cataldo, Vescovo Irlandese

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Testi sulla vita di San Cataldo:

Ambrogio Merodio - AD1681-82

Cataldo Antonio Cassinelli - AD 1718

Martin Shaw Briggs - AD 1913

Sac Andrea Martini - AD 1932

P. Adiuto Putignani - AD 1970

Alberto Carducci - AD 1997

Giuseppe Febbraro - AD 2002

Prof. Enzo Farinella - AD 2002

Silvano Trevisani - AD 2006

Guido Iorio - AD

Dr. Dagmar O'Riain - AD 2012

 

 

VITA DI S.CATALDO

Vescovo e Protettore di Taranto

 del Sac. Prof. Andrea Martini

Parte V^

 Appendice Seconda 

LA PROFEZIA DI S.CATALDO.

Gli scrittori della vita di S.Cataldo, quali il Morone, il Cassinelli, il Lo Jodice, il De Vincentis ed altri riportano, come abbiamo detto, una profezia di S.Cataldo che si avverrò, essi dicono, nel 1592, ai tempi del Re Ferrante I°.

Ecco quanto a tal proposito raccontano gli scrittori locali: <<Nel 1492 al Diacono Raffaele Cucera, giovine di lodevoli costumi e di santa vita, mentre pregava sul far del giorno nel Coro della Cattedrale, apparve S.Cataldo, in abiti pontificali e gli ordinò che andasse alla chiesa di S.Pietro della Porta, ove rinverrebbe un pezzo di colonna di marmo su cui era dipinto un fanciullo che indicava col dito un luogo; ivi troverebbe un libro nel quale Egli, quando era in vita, aveva scritto una profezia, e lì era stata desposta. Il giovane Diacono dapprima non volle dare  importanza a questa visione, credendola un sogno o un’allucinazione; ma il Santo gli apparve una seconda volta e gli diede il medesimo ordine. Il giovine Diacono riferì tutto all’Arcivescovo del tempo, Giovan Battista Orsini, il quale, convocato il Capitolo e il Clero, il dì 8 aprile, domenica di Passione, andò processionalmente in detta Chiesa, e trovata la colonna e la figura, feve scavare al luogo che a questa accennava, e si rinvenne una Croce di piombo su cui erano incise queste parole: Aperiatis hic et invenietis librum in quo C.T.D. et statim mittatur Regi. Sotto questa croce si trovò il libro coperto di lamine di piombo su cui era scritto CAT. RA : EP. TAR – Hunc non aperiat nisi Ep. cum uno solo fideli et statim mittatur regi.

L’Arcivescovo, per mezzo del medesimo Diacono fece pervenire al re Ferrante I° che in unione del Duca Alfonso suo figlio, aperto il libro, trovò la profezia. Questa fu ricopiata da Pietro Galatino; di questa fa menzione alessandro d’Alessandro e il P. Antonio Caracciolo nell’appendice alla cronaca di Lupo Protospata, anno 1494.

Il re non prestò fede alla profezia credendola invenzione dei suoi nemici, ma bene la sperimentò nel corso del seguente anno, quando una lega di potentati, Carlo VIII di Francia, Papa Alessandro VI, il Duca di Milano Sforza e gli stessi suoi Baroni gli si mossero incontro per detronizzarlo, e l’anno apresso 1494 assalito da mortale infermità cesso di vivere, confessando di propria bocca essere stato meritatamente punito dalla Divina giustizia.

PROFEZIA.

 I.               Tu ex Hibernia [1]venisti, unde pestis bis mortifera, ob infidelitatem, et montra quaedam, inter quae tuì commorabuntur. Damna tamen recompensabunt duo potentes Coniuges Regnantes. Vaeh tibi Christiana Religio; incredulos, et Hypocritas apertos habebit sponsa Christi; quoniam sponsus sponsae irascetur; capita eorum insensata erunt, et oculi eorum tenebuntur, ne videant. Sensualitas, avaritia, ambitio, et regnandi cupiditas praevalebunt; sed dicent: Beati pauciora possidentes.

 II.              Orientur praelia, insurgent Pharisei contra Samaritanos, et erunt ingentes strages; quoniam nota erunt nimis opprobria eorum super Terram. Tu morte tua, quae cito aderit, liberaberis, ne videas tuorum ruinas; praevidebis tamen. et sollitus vives, prae dolore, ira, et timore repente morieris. Ex duabus Regni successionibus, una ex te deserta, altera ex allorum nobiliori, et potentiori successione erit. Regnum olim tuum invadent, et, ut Leones cum apparatus magno depopulantur omnia. Ante cos labentur hominess, et moenia cadent. Vincet in albis rubri, et  nigri cessabunt colores. Inferi ad superos, superi ad inferos descendent, et minabitur mundus revolutions cum Coelo: Nec praesens dies erit praeterito similes; nulla fides; simultates, fictions, machinations, mendacium, rapinae undique regnabunt.

 III.           Dies aderunt tribulationis, quibus altiora anhaelantes in profundum cadent; et dissolventur foedera, et gaudentiores tristabuntur; occidens commovebitur; oriens obscurabìtur, et timebit valde; Fallet hominesleve principium, et horrendous finis; Ex modica flamma ingentes ignes, ex arido fomento notriti longiores erunt; Foederibus, et armis perturbabitur mundi nobilior pars, et de summis Principatibus contendent, et erit multorum destructio, quoniam iratus est Deus. Ante faciem eius percutient se priores, et de Regno in Regnum commovebuntur. Terra, uti mare, a ventis fluctuabit; submergentur multi, et multi quaerentes portum, non invenient, quoniam a recto itinere deviaverunt.

IV.            Inveni iet quemdam tuus fune vexatum, cuius aucupio, et occulto consilio deponet sua, omnia donabit, dirigens quaecumque in meliorem viam, et regnabit ex hoc usque in novam generationem. Serpentes multi venena effudent; sed deficiet ex illis Caput, et dulciora efficientur venema ex persecutionibus. Potentes ex adversitàtibus minores coram Deo in facles cadent, et humiliabuntur. Et bonorum supplicationibus placabitur Omnipotens; et Orientalis rabies magno apparatus petetur. Bonum ex malo nascetur ingens; quoniam apparebit Angelus cum gladio, et magna minabitur; insurgent multi, et potentissime; et renovabitur mundus. Erit homo super mensam plumbeam comedens in una de quatuor Civitatibus, qui omnibus istis remedium efferent.

Ne diamo quì la versione per comodità di coloro che sono profani di latino.

VERSIONE

Tu venisti dalla Spagna e con te venne una peste al doppio mortifera per l’infedeltà e donde vennero alcuni mostri, fra i quali i tuoi dimoreranno. Tuttavia due potenti coniugi sovrani risaneranno i mali. Guai a te Religione Cristiana. La sposa di cristo avrà increduli, ipocriti manifesti ed occulti; perciò lo sposo si adirerà contro la sposa. I loro capi saranno insensati e i loro occhi saranno annebbiati, affinchè non vedano: la sensualità, l’ambizione, l’avarizia e la cupidigia di regnare avranno prevalenza. Ma si dirà anche: Beati quelli che possedono poco.

Scopieranno i litigi. Farisei insorgeranno contro Samaritani, e vi saranno immense stragi di Cristiani, per la qual cosa saranno troppe note le loro magagne sulla terra. Tu verrai liberato con la tua morte che presto verrà, affinchè tu non veda la rovina dei tuoi; ti stavano tuttavia sempre innanzi agli occhi e vivrai in grande preoccupazione. Pel dolore, per lo sdegno e pel timore, subito morrai; delle due successioni del regno, una sarà da te abbandonata, l’altra dalla successione altrui apparterrà a Casa più nobile e più potente. Invaderanno infatti il tuo nregno, e, come leoni con grande apparato lo metteranno in esterminio; innanzi ad essi, cadranno gli uomini, cadranno le fortezze, precederà l’eccidio e la devastazione. Vinceranno i colori bianchi tra i rossi e i colori neri non si vedranno più. Quelli che sono in giù ascenderanno in alto, e quelli che sono in su, cadranno in giù, e il  mondo minaccerà un caos. Nè il giorno d’oggi somiglierà a quello di ieri. Non ci sarà più fede; regneranno invece dappertutto le inimicizie, l’ipocrisia, le congiure, il mendacio e le rapine.

S’incalzeranno giorni di tribolazione, nei quali gli ambiziosi di gradi sublimni saranno umiliati, i patti si infrangeranno e gli uomini nel pieno dell’allegria cadranno in tristezza. Si scuoterà e cadrà l’Occidente; l’Oriente si abbuierà e temerà molto. Un iieve principio e un’orrenda fine trarrà in inganno gli uomini: da piccola scintilla, nascerà grande incendio, e le fiamme cresceranno pel secco fomento. La parte più nobile del mondo sarà turbata da alleanze e da guerre, e si farà guerra ai supremi poteri e vi sarà la distruzione di molti, perchè Iddio è adirato. Innanzi a Lui i più elevati in grado verranno a guerra fra di loro e saranno balzati di regno in regno. La terra, come il mare ondeggerà; molti resteranno affogati e molti cercando un porto, nol troveranno, perchè deviarono dalla retta via.

Uno dei tuoi troverà un languente carico di fumi e ricoperto di cenere, ai cui auspici e segreti consigli egli farà deposito del suo e gli donerà ogni cosa, rimettendo le cose nel diritto sentiero, e regnerà da questa fino a novella generazione.

Molti serpenti spargeranno veleni, ma sarà loro schiacciato il capo, e dalle percosse i veleni diventeranno più dolci. I potenti avviliti dalle sventure, cadranno chini e umiliati dinanzi a Dio, e l’Onnipotente si placherà per le preghiere dei buoni; e il furore d’Oriente, sarà assalito con grandi preparativi. Ma un gran bene nascerà dal male, perchè apparirà un Angelo con una spada sguainata e minacierà un gran castigo. Insorgeranno moltissimi potenti e si rinnovellerà il  mondo. Vi sarà in una delle quattro città un uomo che mangerà sopra una  mensa di piombo, ed apporterà a tutti questi mali un rimedio.


[1] Il Cassinelli riporta ex Hiberia; il Morone ex Hesperia; il De Vincentis ex hesperia; il Lo Jodice ex Hibernia; come se S.Cataldo rivolgesse il discorso a se stesso.

 

 

ultimo aggiornamento 19/02/2017

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